Braccianti, verso un piano straordinario per gli alloggi. Ma circa 170mila euro sono andati persi. E la casa non basta

25 Ago 2026 | blog

È entrato in vigore l’8 agosto il decreto PA, che proroga (fino al 31 dicembre 2030) e rafforza le funzioni del Commissario straordinario: avrà anche il compito di predisporre un piano straordinario pluriennale, che renda disponibili alloggi dignitosi ai lavoratori agricoli  stagionali. Per le associazioni, bene ma non basta. Il Movimento Cristiano lavoratori chiede la convocazione del Tavolo Caporalato e lo sblocco del fondo dedicato. Flai Cgil denuncia i fondi non spesi del Pnrr e raccomanda: «Niente ghetti». Nocap indica le priorità operative: «Ripopolamento aree interne e trasporti pubblici»

Più di un lavoratore agricolo su 5 è straniero. E tra il 2024 e il 2025 la percentuale di coloro che arrivano da paesi extraeuropei è salita del 13%. In tutto, nel 2025, erano 16.802 i lavoratori agricoli extracomunitari nel nostro Paese

I recenti dati diffusi dal ministero del Lavoro (XVI Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”, luglio 2026) fotografano la crescita di questa popolazione, particolarmente esposta al rischio di sfruttamento e a condizioni di vita non dignitose. 

Ai lavoratori agricoli stagionali italiani e stranieri si rivolge l’articolo 8 del cosiddetto “decreto PA” (Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144), che dispone “Interventi  volti  al  superamento  degli  insediamenti  abusivi  per   combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura”.

Cosa prevede il decreto

In particolare, l’articolo 8 proroga al 31 dicembre 2023 l’incarico del Commissario straordinario, rafforzandone le funzioni. Avrà infatti anche il compito di predisporre un piano straordinario pluriennale per rendere disponibili alloggi dignitosi ai lavoratori stagionali in agricoltura.

Una premessa, prima di vedere più nel dettaglio gli interventi previsti: destinatari delle soluzioni alloggiative sono i lavoratori agricoli stagionali che siano cittadini italiani, cittadini di un altro Stato Ue, oppure cittadini di Paesi terzi, purché «titolari di un permesso di soggiorno che consenta di svolgere attività lavorativa»

Tra le misure suggerite per raggiungere gli obiettivi del piano, ci sono il recupero dei progetti rimasti esclusi dai finanziamenti Pnrr destinati al superamento degli insediamenti abusivi; incentivi agli investimenti delle aziende agricole per realizzare soluzioni abitative dignitose; il rafforzamento del Sistema informativo per la lotta al caporalato; e l’utilizzo a fini abitativi del patrimonio immobiliare costituito da beni confiscati alla criminalità organizzata e beni demaniali.

Per quanto riguarda le risorse, il decreto mette a disposizione del Commissario fino a 60 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, per finanziare gli interventi contro gli insediamenti abusivi e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli.

Per combattere caporalato e sfruttamento, insomma, si inizia – ma è solo un inizio, come si vedrà di seguito – dalla garanzia di un alloggio dignitoso.

Il nodo delle risorse: 170 milioni del Pnrr “buttati”

«Apprezziamo l’impegno complessivo del Governo su questo fronte, ma è necessario mantenere alta l’attenzione sull’attuazione concreta delle misure, evitando che si ripetano ritardi e criticità già registrati con gli interventi Pnrr destinati agli alloggi dei braccianti»,  commenta Paolo Ragusa, presidente nazionale di Als Mcl (Associazione lavoratori stranieri del Movimento cristiano lavoratori).

I ritardi e le criticità sono quelle che ha recentemente tradotto in numeri anche Openpolis: ben 13 comuni hanno rinunciato ai finanziamenti del Pnrr mentre altri 6 non sono riusciti a rispettare le condizioni imposte. Anche per questo motivo, la dotazione finanziaria della misura (200 milioni) è stata ridotta a circa 30 milioni di euro, ripartiti su 13 progetti.