
Iniziato lo sgombero della tendopoli/baraccopoli di San Ferdinando. Ma โa rateโ e nel quasi totale segreto. Lunedรฌ i primi sei immigrati, โospitiโ dellโindegno insediamento della Piana di Gioia Tauro, sono stati trasferiti in uno dei 36 appartamenti delle sei palazzine bianche a tre piani, nel quartiere โSerricellaโ, periferia di Rosarno, destinate agli immigrati, terminate nel 2019, costate piรน di 3 milioni di euro e mai utilizzate. Ieri altri settanta hanno lasciato la baraccopoli per queste vere case. E si andrร avanti cosรฌ fino a spostare i circa 200 lavoratori immigrati che attualmente vivono in tende e baracche. A raccontarci lo sgombero รจ Michele Vomera, direttore della Caritas della Diocesi di Oppido-Palmi. ยซSiamo stati avvertiti lunedรฌ dalla Prefettura di Reggio Calabria che ci ha chiesto di portare nelle palazzine biancheria e prodotti alimentari per i primi sei e poi per tutti gli altri. Ma giร nelle ultime settimane abbiamo svolto opera di mediazione per spiegare agli immigrati cosa stava per succedereยป.
Ancora una volta tocca al volontariato. Cosรฌ da due giorni Bartolo Mercuri, presidente dellโassociazione โIl Cenacoloโ, per gli immigrati โpapร Africaโ, li sta aiutando a trasportare le poche cose che hanno, anche gli arredi della moschea. Due settimane fa il prefetto Clara Vaccaro aveva annunciato che lo sgombero sarebbe stato realizzato entro il mese di luglio. E cosรฌ รจ stato, ma non con unโunica azione come, invece, avvenne il 6 marzo 2019 per lo sgombero dellโenorme baraccopoli (aveva ospitato fino a 3mila persone) nata nel 2010 come tendopoli e poi diventata un ghetto. Sette anni fa parte degli immigrati erano stati trasferiti in una nuova tendopoli, a 200 metri di distanza. Ordinata, con acqua, corrente elettrica, moschea, controlli allโingresso persino con โbadgeโ personali. Dopo pochi anni tutto รจ stato stravolto e la tendopoli che doveva sostituire la baraccopoli รจ diventata una nuova baraccopoli, arrivando a ospitare molto piรน dei 400 lavoratori previsti. Attualmente ne ospita circa 200, perchรฉ non รจ stagione di raccolta di agrumi e olive. Per loro non ci sarร una tenda, ma una casa vera. Ma temporaneamente. Infatti mentre la baraccopoli si trova nel comune di San Ferdinando, le palazzine sono in quello di Rosarno. Cosรฌ, con una decisione ottusamente burocratica, saranno nuovamente spostati, malgrado in realtร lavorino su terreni di molti comuni della Piana. Ma sembra prevalere una sorta di campanilismo, lo stesso che ha fatto restare vuote le palazzine per sette anni (uno dei motivi dellโultimo scioglimento per mafia del comune di Rosarno).
Dove andranno? Oltretutto tra un paio di mesi cominceranno ad arrivare i braccianti stagionali. Quale ospitalitร per loro? La Fattoria sociale con 200 posti, questa nel comune di San Ferdinando, finanziata coi fondi del decreto โCaivano bisโ, sarร pronta solo tra un anno e mezzo. Cosรฌ la Prefettura sta chiedendo agli imprenditori agricoli di predisporre loro dei luoghi di ospitalitร . Nella Piana non รจ mai successo, ci si riuscirร questa volta? I soggetti fragili presenti nella baraccopoli (una decina) saranno invece presi in carico dalla Asl e trasferiti in alcuni Sai a loro dedicati. Lโimportante รจ fare presto. Infatti รจ stata giร aggiudicata la gara per la demolizione delle tende e delle baracche. Una procedura velocissima e conclusa a tempo di record da Invitalia che ha assegnato i servizi alla โPentagono Costruzioni e Serviziโ, impresa di Polistena, sempre in provincia di Reggio Calabria, che ha presentato un ribasso del 34% rispetto ai quasi 700mila euro a base di gara. ยซHanno solo fretta di sgomberare ma non hanno un vero progetto โ denuncia Nicola Rodi, segretario generale della Flai Cgil dellโArea metropolitana di Reggio Calabria โ. Manca trasparenza. Cosa accadrร a ottobre con lโarrivo degli stagionali? E gli immigrati che non hanno il permesso di soggiorno o che lo hanno perso per i decreti sicurezza? Mi auguro che non finiscano in un Cpr, magari in Albaniaยป.



